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Evento di benvenuto per la IOPS

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http://znetitaly.altervista.org/art/8211

Evento di benvenuto per la IOPS

Di Michael Albert

19 ottobre 2012

 

Domenica 28 ottobre, Michael Albert parteciperà a un evento di benvenuto per la IOPS per presentare l’Organizzazione internazionale per una società partecipativa  (International Organization for a Partecipatory Society) e per salutare i suoi iscritti.

Qui sotto c’è il testo di un’intervista con Michael Albert su questo evento. Le domande gli sono state poste da Preeti Kaur, Jane Howick e Jamie Richardson.

 

1) L’Evento di benvenuto che si terrà a Londra domenica 28 ottobre è stato strutturato per  essere partecipativo. Speriamo che esso presenterà la IOPS e le idee che ne sono il fondamento, e che inizierà anche una discussione sul modo in cui si possono trattare gli attuali problemi strutturali e di sistema. Perché l’evento è così importante?

 

Viviamo in un mondo di dolore – c’è un’espressione che talvolta usano gli Americani e che dice: farò piovere su di te un mondo di dolore. Come a dire: in qualche modo ti farò del male. Il guaio è che le attuali istituzioni sociali stanno facendo piovere un mondo di pioggia su un enorme numero di persone in tutto il mondo. La gente sta letteralmente morendo di fame. Oltre a queste povere creature che stanno peggio di tutte e che vivono vite troppo brevi, ci sono quelli che sopravvivono di più, ma talvolta  a malapena, e che in ogni caso sono privati della dignità e dei mezzi per scoprire, e ancora meno, per agire in base alle loro migliori capacità, inclinazioni e desideri.

E oltre a loro, incredibilmente, perfino tra i beneficiari dell’accumulo perverso  di ricchezza e potere in poche mani,  ci sono anche  delle elite che spesso, mentre difendono le loro condizioni con una violenza senza limiti, tuttavia, non godono della liberazione e della soddisfazione, ma più spesso di vite piuttosto limitate , vite brutte,  di incredibile pressione e di odio debilitante.

Il mondo sta distribuendo un mondo di dolore, ed è quindi importante – che parole raffinata: onestamente, riunirsi insieme.  La gente deve riunirsi, arrivare a opinioni condivise in grado di sostenere azioni condivise – e poi agire, e agire e agire con una traiettoria che non riguarda solo avere ragione, ma anche riuscire a fare entrare un mondo nuovo che permetterà all’umanità di produrre la sua liberazione, in modo cooperativo, con attenzione alla diversità, in modi che generino e utilizzino la solidarietà e l’aiuto reciproco, e tutto in modo auto gestito.

Parte di me vuole gridare alla gente: guardatevi attorno. Il clima è una catastrofe che va vertiginosamente  verso il cataclisma. L’economia è una catastrofe che sta cadendo nella barbarie. La vita famigliare, la cultura, la politica: tutte catastrofi. Non parliamo di problemi minori, parliamo di una società che fa piovere violenza e privazioni sulla gente di tutto il mondo. Che cosa potrebbe essere più importante, anche se inizialmente penseremo che sia una piccola e  appena nata, che operare per mettere insieme una forza informata, sobria, coerente,  per operare un cambiamento reale e totale?

 

2) Per le persone che non fanno parte della IOPS, ci sono molte organizzazioni di sinistra e molta gente fa già parte di altri movimenti. Perché interessarsi alla IOPS e perché venire all’Evento di benvenuto si domenica 28 ottobre?

 

Per due motivi principali, credo. Primo: pochissime delle molte organizzazioni e movimenti si estendono a interi paesi, ancora meno  si estendono  a tutto il mondo – quindi ci si potrebbe sentire motivati da quell’aspetto in verità molto ambizioso della IOPS che ha già iscritti appartenenti a 100 nazioni. Secondo, però,  suggerirei che se si guarda agli impegni della IOPS per l’economia, la vita politica, la parentela, e l’identità sessuale, la vita culturale, l’ecologia e le relazioni internazionali, essa  considera i suoi impegni che riguardano ampie caratteristiche di strategia e di programma e considera le sue  linee guida  organizzative e le inclinazioni – il motivo ancora più  inoppugnabile di relazionarsi con la IOPS , è che essa manifesta le idee più motivanti e comprensivamente condivisibili che ci siano oggi in circolazione.

La IOPS è massimalista nell’impegno verso gli obiettivi e i metodi che possiamo considerare plausibilmente come assolutamente fondamentali per un mondo veramente migliore. La IOPS è invece minimalista perché non oltrepassa i suoi confini, non va oltre quello che   ora conosciamo e che dobbiamo realizzare.  La IOPS con modestia e proprietà lascia che tutti i problemi  in più vengano risolti nel futuro,  in molto modi diversi, per mezzo di molti esperimenti diversi in molti luoghi diversi.

La IOPS cerca di far nascere, ed è concepita coerentemente per produrre reciproco aiuto e solidarietà a livello internazionale, e un programma e una lotta internazionali, anche se la IOPS rispetta,  è coerente con una diversità di approcci e di risultati che farà crescere.  La IOPS si occupa di ottenere ciò che permetta l’autogestione collettiva e cooperativa in  singole località, nelle nazioni, e in tutto il mondo.

La IOPS non si occupa di  prescrivere quali decisioni le comunità  che si gestiscono da sole dovrebbero prendere.  Dice, invece, di raggiungere e sostenere l’autogestione, qualunque siano gli altri guadagni sociali che tentiamo di realizzare e di  perfezionare  e di accrescere. Sappiamo di  averne molto bisogno, e quindi questo molto è quello che la IOPS  favorisce in quanto sua visione totale, internazionalmente, mentre il resto è determinato nelle nazioni e nei singoli luoghi, intanto impariamo dall’esperienza e dai processi di autogestione. La IOPS dice, per ottenere e sostenere l’auto gestione – qualunque altro metodo possiamo usare in modo diverso, e qualsiasi altri attributi possano avere le nostre organizzazioni, sappiamo che dobbiamo includere questi particolari metodi e questi particolari attributi, in modo che essi siano quelli che la IPOS preferisce in quanto ampie caratteristiche sociali e strategiche condivise, in tutte le nazioni mentre il resto va determinato nella nazioni e nei singoli luoghi, intanto che impariamo dall’esperienza e dai processi di autogestione.

 

3) Molta gente lavora a tempo pieno o fa perfino  più lavori diversi, hanno una famiglia e amici dei quali aver cura, vivono lontano, e molti sono già  sotto pressione a causa  dalla crisi economica.  Se vogliono aderire a un’organizzazione, perché dovrebbero scegliere la IOPS e fare lo sforzo di essere presenti agli eventi della IOPS?

 

Creare un nuovo mondo non è un qualche cosa che dovremmo fare invece di vivere adesso, a scapito del vivere adesso. Questa mentalità normalmente provoca un logoramento quando noi ci indirizziamo così completamente verso il futuro,  che il presente diventa insostenibile. Creare un nuovo mondo, però, è anche un qualche cosa che possiamo fare senza apportare cambiamenti a ciò che facciamo adesso, compreso trovare un po’ di tempo per impegnarci in nuovi tipi nuovi tipi di attività.  Per la maggior parte delle persone, penso che riunirsi con altri lontano dai luoghi dove risiedono, dovrebbe essere piuttosto raro. Il luogo più importante di  attenzione necessaria, per ogni persona nella maggior parte dei casi sarà il loro luogo di lavoro, i loro quartieri, non qualche grande capitale o altri posti dove si possono tenere grossi incontri ed eventi. Tuttavia, ogni tanto, riunirsi insieme con persone di un circuito più vasto, per esempio una nazione, o anche più ampio, può avere molti vantaggi, nel mettere insieme le energie, per il morale, e per la comprensione dato che la gente impara dalle esperienze reciproche.

Le persone  aderiscono alla IOPS  se gli piacciono  i suoi impegni e vorrebbero  esaltarla perché è una massiccia forza di cambiamento adesso e nel futuro. Questo è uno dei  modo in cui la considero. Immaginiamo che una persona si dovesse svegliare domani e dovesse leggere che: la IOPS ha 250 sezioni e 20.000 membri nel Regno Unito, che i suoi iscritti sono attivi nei movimenti in tutto il Regno Unito e che si aiutano vicendevolmente in modo sincero e sostengono un’auto gestione senza differenze di classi, femminista e  intercomunitarista,  partecipativa e democratica in tutto il Regno Unito, che essi stanno sviluppando esperimenti locali per realizzare strutture istituzionali associate dove vivono o lavorano, lottando contemporaneamente per migliorare la vita delle persone e le circostanze nelle istituzioni tradizionali esistenti, attuando tutto il tempo una vera ed efficace autogestione partecipativa,  portando  nuove persone in uno stato di  coinvolgimento fiducioso, unendo le loro energie in  tentativi utili come  soddisfare le necessità dei suoi iscritti. La persona che legge tutte queste informazioni sarebbe contenta? Quella persona, rendendosi conto di tutto questo, direbbe, oddio, come faccio a impegnarmi in tutto ciò? Se la riposta è sì, allora sosterrei che quella persona non dovrebbe lasciare ad altri che questo accada. Lui, o lei, nella misura in cui la loro condizione glielo permette – e questo è un avvertimento importante – e riconoscendo che il successo non è garantito e che non sarà certamente istantaneo, dovrebbero aderire e iniziare a tentare di concepire modi di aiutare, compreso, se possono, riunirsi con altri, anche se, per un po’, fare questo richiederà fare qualche viaggio.

Ecco un altro  modo di dire la stessa cosa. Quanti di noi vanno al cinema e guardano comparire di un movimento contro il razzismo, o a favore dei lavoratori, o contro l’autoritarismo, o a favore delle donne e degli omosessuali, ecc. e ammirano la forza d’animo e la volontà di coloro che hanno affrontato i primi giorni delle  lotte per i diritti civili quelle contro la segregazione razziale, o le lotte per giornate di lavoro più brevi e  per i diritti dei lavoratori, o quelle contro i dittatori, o le azioni      di affermazione  e di liberazione degli omosessuali, e molto altro? Oppure guardano i giorni in cui ci si poteva guardare intorno dire: questo compito è inutile, è ingrato?  Che senso ha che noi ammiriamo coloro che hanno operato in passato in questi modi, se non facciamo lo stesso nel presente?

Quello che stiamo dicendo adesso non  è un mezzo per  trattare di un malanno molto particolare della società, una cosa buona da fare.  Non è neanche un mezzo per occuparsi di un’intera parte della società, una cosa che sarebbe perfino migliore da fare. E’, invece, un’organizzazione che mira a motivare, galvanizzare, a partecipare nell’alzare la posta: cioè iniziare a occuparsi di alcune parti per poi arrivare al tutto,  e infine a ottenere un altro mondo dove vivere e prosperare, non soltanto  ottenere un’altra politica che molto probabilmente svilupperà con il passare del tempo. Questa è l’attuale agenda della storia. Vogliamo  partecipare o stare a guardare? Credo che questa sia la domanda che dobbiamo farci.  Se non aderirete alla IOPS, va bene, fate qualche cosa di meglio.

 

4) L’evento di benvenuto fornisce spazio ai membri  di iniziare a pensare come le sezioni locali potrebbero essere attive, generose e vivaci. Pensiamo che le sezioni locali che hanno una struttura che sostiene i suoi membri, che si impegnano nelle comunità locali e che lavorano con altri gruppi locali, non saranno soltanto  efficaci per ottenere piccoli ma veri cambiamenti, ma faranno anche in modo che le sezioni siano così attraenti da far iscrivere le persone. E’ d’accordo?

 

Sì, e penso che sia fondamentale; questo è il  motivo per cui gli è stata data tanta  importanza negli impegni della IOPS. Abbiamo bisogno, nei nostri tentativi quotidiani, di piantare i semi del futuro nel presente, nel modo in cui siamo capaci, per tre chiare ragioni. Primo,  imparare attraverso l’esperienza di tentare nuovi modi di impegnarsi , quale funziona meglio, come migliorare le nostre scelte, che cosa vogliamo.  Secondo, come modello che spieghi le possibilità e motivi il desiderio. Terzo, soddisfare le necessità proprio adesso – infatti parlare soltanto di un futuro, per quanto possa essere lontano, senza occuparsi di migliorare la vita adesso, è semplicemente insostenibile. La gente perde la speranza, si logora, soffre di depressione. L’alternativa a questi  esaurimenti nervosi ciclici, è far crescere dei gruppi che non soltanto favoriscono i membri collettivamente contribuendo a campagne per educare, motivare e ottenere cambiamenti che migliorino adesso la vita di ampie comunità, ma che migliorino la vita dei singoli membri, lasciandoli più soddisfatti e ottimisti dal punto di vista sociale e accoglienti e più energici – semplicemente più felici. E questa è una cosa molto importante. Non è soltanto retorica che si può mettere da parte. Gli attivisti acidi, gli attivisti con la faccia inespressiva, gli attivisti tetri, gli attivisti esausti, gli attivisti perpetuamente arrabbiati,  gli attivisti privi di senso dell’umorismo, gli attivisti tristi, tutto dice alla gente -qualunque cosa le  parole pronunciate possano sostenere – che le nostre  espressioni accigliate sono il vostro futuro se voi aderite. La nostra condizione di depressi è il futuro di ognuno se vinceremo. Il risultato prevedibile è che la maggior parte della gente di buon senso correrà nella direzione opposta. Quindi il benessere sociale immediato dei membri delle organizzazioni e dei movimenti è davvero profondamente importante – non soltanto come suo diritto, ma anche in quanto parte del processo di ottenere un cambiamento.

 

5) Come mai la IOPS è stata strutturata specificamente come organizzazione internazionale dal basso all’alto, basata su sezioni nazionali auto gestite e gruppi locali  collegati tra di loro?

 

Questo ci riporta alla precedente discussione che la IOPS è massimalista in quanto  cerca le condizioni essenziali di una società senza classi, femminista, intercomunalista, democratica e partecipativa collettivamente auto gestita , pacifica e sostenibile, ed è anche minimalista in quanto cerca soltanto ciò che è essenziale e non tutta la miriade di cose che  compongono la vita sociale ma che è necessario che siano decise dalla gente in futuro, in base alle loro situazioni ed esperienze, che variano largamente da luogo a luogo.

E quindi la struttura concepita per la IOPS poggia sui gruppi locali, che a loro volta formano le sezioni locali che a loro volta formano la sezione internazionale – cosicché possa essere rispondente all’autogestione partecipativa a livello locale, nazionale e internazionale, senza oltrepassare i suoi  mandati  a nessun livello, comunque mettendo insieme, quando è necessario, il più ampio accordo ed energia possibili. Coloro che vi si impegnano devono certamente augurarsi che quello che sarebbe potuto accadere  sia accaduto per dozzine o centinaia di gruppi non collegati in tutto il mondo per formarsi, e diventare attivi e crescere, e soltanto allora collegarsi a livello nazionale – fino a quando non ci fossero molte nazioni per collegarsi  solo allora a livello internazionale.  Ma quella non è proprio la realtà che tolleriamo. Quella non va dal basso verso l’alto -  è una chimera.

Sembra, invece, che affinché le persone abbiano l’energia e la speranza per operare davvero bene,  e di continuo, a livello locale, devono avere un po’ di fiducia che ci sia qualche cosa di più grande -  nazionale e internazionale, al quale i loro sforzi contribuiscano. Quindi a quei livelli è necessario che qualche cosa compaia simultaneamente. Quello che rende il tentativo dal basso verso l’alto, non è il fatto che sforzi eterogenei vengano compiuti senza connessione per collegarsi  magicamente alla fine. E’ invece che a ogni passo l’obiettivo è un risultato che è di autogestione e comprende, dato che si fa quello che si può, obblighi e caratteristiche che assicurino quel risultato.  E così è la IOPS, costruisce  contemporaneamente a livello e internazionale,  nazionale e locale, che aspetta di guadagnare localmente la trazione  e la portata  prima di diventare un’organizzazione realmente fondata e operativa,  per mezzo di una convenzione internazionale costruita sulla partecipazione e l’esempio dei gruppi locali in tutto il mondo.

 

6) All’Evento di benvenuto discuteremo dei principi che sono alla base della IOPS. Nel corso di un’intervista con Noam Chomsky del giugno 2012,  egli ha parlato dell’elemento centrale dell’anarchismo come radicato nell’idea che le strutture di autorità e dominio, sia a livello di rapporti personali che di affari internazionali, non  si giustificano da soli: hanno l’onere della prova, e, ameno che non venga soddisfatto, (il che capita di rado) esse dovrebbero essere demolito  a favore di altre che contribuiscano di  più a valori umani fondamentali. In che modo la IOPS e i documenti che costituiscono la Descrizione organizzativa provvisoria della IOPS, sono guidati da questo principio?

 

L’idea che esponi significa, secondo me, fondamentalmente, realizzare  la gestione cooperativa e collettiva in un contesto di chiaro e completo impegno per i valori umani  e quel punto di vista  che è proprio al centro di quasi tutto quello che riguarda la IOPS.  Gli impegni per realizzare la visione della IOPS, per esempio, riguardano precisamente la determinazione in ogni importante campo della vita sociale, le caratteristiche istituzionali che impediscono l’autogestione -oppure, se usiamo le parole di Chomsky, che ‘impongono dall’alto  regole ingiustificabili’ – e quindi riguardano anche il determinare quali nuove relazioni istituzionali sono essenziali per realizzare l’autogestione alla luce della solidarietà umana e dell’aiuto reciproco, della diversità, dell’equità, della sostenibilità dell’ambiente e della pace. Gli impegni programmatici e strutturali della IOPS sono a loro volta        sui passi strategici fondamentali e sulle norme organizzative essenziali a ottenere quelle nuove istituzioni, anche se rispondiamo anche  alle esigenze  e sviluppiamo le capacità  nel presente.

Per tornare, quindi alla tua precedente domanda, spero che la gente verrà all’Evento di benvenuto spinta dal desiderio di un nuovo mondo, dalla convinzione della necessità che esso abbia nuove strutture, dalla comprensione che abbiamo bisogno di metodi per ottenerlo, e dalla disponibilità a considerarsi parte di un’impresa così ambiziosa e ottimista – ma anche realistica. E spero che molte persone decideranno in senso affermativo, all’Evento o dopo, e che si riuniranno nel Regno Unito per far crescere la IOPS del Regno Unito, e la sua sezione e i componenti locali, in modo che possa fornire un potente esempio che altri in altri luoghi possano imitare.

 

7) Quali sono le sue speranze e aspirazioni per l’Evento di benvenuto e quali saranno i probabili risultati di quella giornata?

 

Onestamente, non lo so. Di solito ho speranze e aspirazioni che vanno molto oltre ciò che è probabile  – e vorrei vedere la comparsa di molti sezioni che abbiano  legami non soltanto con  i loro soci locali, ma almeno con alcune persone delle altre sezioni. Vorrei vedere un impegno molto rinvigorito alle  rispetto alle affermazioni significative  della IOPS. Forse vorrei vedere, ma onestamente non lo so, dato che non conosco come stanno realmente le cose nel Regno Unito, la comparsa di alcuni processi che conducano a una vasta convenzione nel Regno Unito che fondi la IOPS in quei paesi, che adotti un programma condiviso in tutto il Regno Unito, definendo ulteriormente gli impegni     ecc. – e tutto questo potrebbe poi servire come ruolo che sia di esempio perché altre persone in altri luoghi imparino e vadano avanti.

Onestamente, però, per quanto  se ciò che ho detto prima possa sembrare ambizioso, io stesso penso che tutto questo è la parte relativamente semplice.  A parer mio la parte difficile arriva quando si fa il programma di  ampliamento  e di realizzazione, come altissima priorità nella vita delle persone, in modo da avere più iscritti e più sezioni. Dopo, il resto, accade in un contesto di crescente collettività per sostenere la speranza e l’energia. E’ la fase iniziale che si svolge con  niente altro che la volontà. Quindi quel tipo di impegno in un programma è un programma di ampliamento, sarebbe, secondo me, il maggiore  guadagno che si potrebbe ottenere, e,  riscrivere il piano e fare di continuo il resoconto della sua attuazione, potrebbe essere la cosa più esemplare affinché gli altri imparino da essa e imitino ciò che i membri della IOPS nel Regno Unito potrebbero fare.

 

8) Fino dal marzo 2012, 363 persone si sono iscritte alla IPOS nel Regno Unito e in Irlanda. Soltanto a Londra se ne sono iscritti quasi 100, anche se soltanto un piccolo nucleo di persone è attivo. Tuttavia, che cosa le dicono questi numeri circa la possibilità della IOPS nel Regno Unito e  in Irlanda?

 

Considerati in un solo modo, non molto, suppongo. La mia supposizione è che tutti noi sapevamo prima di tentare che c’è un grande gruppo di persone che è d’accordo con gli obblighi che ha la IOPS – molti di più di 363 nel Ragno Unito, molti di più di 100 a Londra, molti di più di 3.000 nelle altre nazioni. In realtà la mia supposizione era di 3.000  soltanto a Londra. In altre parole, lo sapevamo prima e lo sappiamo ancora adesso che potenzialmente ci sono molti più iscritti.

Sapevamo anche che l’aspetto più difficile della costruzione di una nuova organizzazione non è avere delle idee buone che la gente accetterebbe tranquillamente e che perfino difenderebbe , se le     in discussioni private – cosicché queste persone sono plausibilmente possibili membri, anche adesso. Il problema è, invece, portare  quella grande gruppo di persone che sarebbero d’accordo e sosterrebbero le idee della IOPS anche in discussioni private, a trovare quelle idee e poi a essere d’accordo su queste e a sostenerle in tipi di organizzazioni  molto aperte e incisive.

Il problema è anche non di ottenere non soltanto la fedeltà di coloro che in una discussione sarebbero tranquillamente d’accordo, ma anche di stimolare il loro coinvolgimento nell’opera di cercare nuove persone, come una delle loro più alte priorità personali. Questo non si è ancora verificato ampiamente. Quindi, paragonato a quell’obiettivo, ciò che abbiamo raggiunto  finora non ci dice molto di più che già non sapessimo e non punta troppo avanti.

Tuttavia, vista in un altro modo, soltanto pochi mesi non sono neanche un periodo di gestazione  per una nuova organizzazione internazionale. Con questo senso della proporzione, in soli pochi mesi è stabilita una piccola ma molto seria e sincera testa di ponte che si impegna e lavora per creare qualche cosa di nuovo e di storico – una organizzazione internazionale con obblighi ideali, strategici e strutturali, finora raramente ( e forse mai)    ampiamente condivisi. Questo successo, per quanto limitato e piccolo -finora- indica possibilità promettenti. Più specificamente, indica la probabilità che la IOPS emerga come organizzazione su scala mondiale costruita su sezioni nazionali e gruppi cittadini e locali che condividono tutti fondamentali impegni ideali e strategici che a loro volta si manifestano in modo molto vari ma di sostegno reciproco nei vari contesti  che si incontrano   in tutto il mondo.

 

http://www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/ iops-welcome-event-by-michael-albert

Originale: Iopsociety.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2012  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0

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